Z-Machine

Quasi nel mezzo del cammin di nostra vita, da sempre in una selva oscura, che la diritta via sembra smarrita...

lunedì, gennaio 22, 2007

Fetori a San Siro

Dopo la tormentata esperienza al cinema, ero deciso ad optare per situazioni ricreative di genere differente, dove il vociare ed il rumore in generale non sono ritenuti fastidiosi ma, al contrario, costituiscono una componente fondamentale del luogo: lo stadio.

Eccoci dunque al vecchio Meazza, tempio del calcio milanese, per assistere ad un facile impegno casalingo dei rossoneri. Sicuri di passare un piacevole pomeriggio, prendavamo posto in un settore decentrato del secondo anello, ignari dell'oscura minaccia costituita dal losco figuro seduto alla mia sinistra, un tipo grassoccio con evidente devozione ad una vita nutrizionalmente sregolata.
Mentre le squadre in campo si accingevano al calcio d'inizio, il suddetto vicino, che fino a quel momento aveva saggiamente evitato di proferire parola, decideva di esternare una breve esclamazione di giubilo con relativa alitata.
L'aria, tutto ad un tratto, diveniva irrespirabile, invasa dagli acri miasmi di un malsano apparato digestivo.

Trattenendo a stento un forte conato di vomito, l'istinto di sopravvivenza mi intimava di rifugiarmi temporaneamente in uno stato di apnea ed attendere il dissolversi del tremedo fetore, lanciando, nel contempo, lo sguardo nelle zone limitrofe, alla disperata ricerca di una via di fuga che mi avrebbe sottratto ad una lenta agonia.
Intraviste due poltroncine a distanza di sicurezza e ringraziando la sorte per cotanta clemenza riuscivamo a goderci il resto del match senza ulteriori traumi nasali.

Hai quanto a dir cos'era è cosa dura, codesta alitata aspra e forte che nel pensier rinnova la paura.